intolleranza al nichel

Intolleranza al Nichel: Qualche Consiglio su Cibo e Metodi Diagnostici

Se ti trovi in questa pagina significa che soffri d’intolleranza al nichel, o che alcuni sintomi ti hanno messo in allarme e hai intenzione di saperne di più.

Lo scopo dell’articolo che stai per leggere è proprio questo: fornirti informazioni e consigli pratici per affrontare in maniera più consapevole l’intolleranza al nichel e tutto quello che determina nella tua vita quotidiana.


disintossicarsi-dal-nichel-guida

Per agevolarti nella lettura del contenuto ho creato un indice dei paragrafi, così che tu possa ricercare l’argomento che più ti interessa in poco tempo.

Indice dei contenuti:

 

Intolleranza al nichel: i cibi da evitare se vuoi combatterla

La lotta contro l’intolleranza al nichel è quotidiana (lasciatelo dire da una persona che conosce bene l’argomento, perché ci convive con il sorriso da anni!), e  parte anche dall’attenzione a quello che si mette in tavola ogni giorno.

Esistono alcuni alimenti che devono essere evitati se si vuole fare in modo che i sintomi dell’intolleranza al nichel non raggiungano livelli invalidanti:

  • Cioccolato amaro
  • Arachidi
  • Pomodori
  • Frutti di mare
  • Cavoli
  • Fagioli
  • Broccoli

Un altro punto al quale è bene fare attenzione quando si combatte l’intolleranza al nichel attraverso l’esclusione di certi cibi riguarda il consumo di frutta essiccata, in primo luogo le prugne.

Le prugne secche vengono spesso scelte per far fronte a criticità di natura intestinale, ma è essenziale ricordare che quando si soffre d’intolleranza al nichel è bene consumarle con moderazione.

La domanda che molto probabilmente ti stai ponendo ora è una “cosa posso mangiare se sono intollerante al nichel?“. Ecco la risposta.

Articolo di approfondimento: Ecco le ricette senza nichel selezionate dal web, dall’antipasto al dolce.

Intolleranza al nichel: cosa puoi mangiare?

Cosa puoi mangiare se soffri d’intolleranza al nichel? Quali sono gli alimenti senza nichel grazie ai quali hai la possibilità di dimenticare i sintomi di questa condizione? Ecco un piccolo elenco per aiutarti a chiarire le idee:

  • Pasta e riso non integrale
  • Pane e altri farinacei a base di grano Kamut
  • Alcuni tipi di frutta come mele, meloni e agrumi

Ecco invece un breve prospetto degli alimenti che si possono consumare ma in quantità moderata, in quanto contengono basse percentuali di nichel:

  • Formaggi stagionati
  • Insaccati a base di maiale
  • The e altre bevande a base di teina
  • Pesce surgelato

La cura dell’alimentazione è un nodo chiave quando si parla d’intolleranza al nichel. Le reazioni del corpo alla presenza del metallo determinano non a caso uno dei sintomi più conclamati del suo rifiuto da parte dell’organismo. Continua a seguirmi nella lettura per scoprire di cosa si tratta.

Intolleranza al nichel: l’aumento di peso

Molto probabilmente hai acquisito consapevolezza di essere intollerante al nichel per via di un aumento di peso inspiegabile, non associato a nessuna patologia conclamata e neppure a un cambiamento radicale delle abitudini alimentari e motorie.

L’aumento di peso in tali circostanze può essere un segnale d’intolleranza al nichel: si presenta associato ad altri sintomi, che riguardano nello specifico l’apparato gastrointestinale (episodi di diarrea e stipsi in primo luogo).

Accorgersi di un aumento di peso poco spiegabile deve spingere a fermarsi e a cercare una causa e una cura per l’allergia al nichel. Se ti trovi in questa situazione puoi verificare se sei intollerante al nichel in diversi modi, scegliendo per esempio il Patch Test, o optando per un approccio come il Prime Test. Vediamo assieme di cosa si tratta.

 


disintossicarsi-dal-nichel-guida

Intolleranza al nichel: cosa è il Prime Test?

Il Prime Test è una procedura diagnostica che può rivelarsi utile per rilevare l’intolleranza al nichel. Si tratta di un test in grado di di valutare le incompatibilità con l’organismo di un numero di alimenti che contengono nichel che può arrivare fino a 180 (le altre opzioni sono 60 e 110).

Come si svolge il Prime Test? Al paziente viene prelevata una piccola quantità di sangue, e viene operato l’isolamento del siero contenente i globuli bianchi. Il siero leucocitario viene messo a contatto con gli allergeni, e dopo un determinato periodo vengono monitorate le reazioni, che possono essere di quattro tipi diversi a seconda dell’intensità.

  • Livello 1: l’allergene attacca le piastrine e deve essere eliminato dalla dieta quotidiana per almeno due mesi;
  • Livello 2: l’allergene ha causato un danno ad almeno 1/4 dei globuli bianchi presenti nel campione di siero. Deve essere eliminato dalla dieta del paziente per almeno tre mesi.
  • Livello 3: l’allergene ha danneggiato almeno il 50% dei globuli bianchi presenti nel campione di siero. Deve essere eliminato dalla dieta del paziente per almeno quattro mesi.
  • Livello 4: l’allergene ha causato un danno ad almeno il 90% dei globuli bianchi presenti nel campione di siero e a parte dei globuli rossi. Deve essere eliminato completamente dalla dieta senza nichel del paziente per almeno sei mesi.

Il Prime Test è alquanto costoso (range di prezzo tra i 200 e i 250 euro), ma rappresenta un’opzione molto vantaggiosa a cui ricorrere se si sospetta di avere un’intolleranza alimentare.

La sua utilità è focalizzata soprattutto nella possibilità di osservare un’ampia gamma di reazioni, non così dissimili da quelle che hanno effettivamente luogo nell’organismo quando entra in contatto con alcuni allergeni alimentari, tra cui il nichel.

Intolleranza al nichel: una straordinaria cura naturale per i sintomi

Quando parliamo d’intolleranza al nichel non possiamo non chiamare in causa i rimedi naturali utili per contenere i sintomi. Si tratta di opzioni che limitano gli effetti collaterali sull’organismo, conseguenza di molti presidi farmacologici.

Tra gli integratori naturali più utili per chi soffre d’intolleranza al nichel è possibile ricordare il Ganoderma Lucidum. Ecco qualche informazione in più su questo fungo, le cui proprietà benefiche sono conosciute da millenni.

Il Ganoderma Lucidum, conosciuto anche con il nome di Reishi, è un fungo le cui proprietà salutari erano note fin dai tempi delle prime dinastie imperiali cinesi.

Per quanto riguarda il contenimento dei sintomi dell’intolleranza al nichel, si può citare il suo ruolo molto importante contro le criticità a livello gastrico.

Il Ganoderma Lucidum riesce infatti a inibire la formazione di sostanze come il TNF (fattore di necrosi tumorale) in grado di accelerare il processo infiammatorio.

Il Ganoderma Lucidum ha effetti benefici anche su altri sintomi che caratterizzano l’intolleranza al nichel, come per esempio l’insonnia e tutti gli episodi ansiosi correlati. Si consiglia spesso di evitarne l’assunzione durante i mesi di gestazione e dopo aver subito un trapianto di organo.

Se vuoi saperne di più sul Ganoderma Lucidum ti consiglio questo libro:

libro sul ganoderma

libro sul ganoderma

 

 

Se invece puoi provare ad usarlo per verificare gli effetti positivi anche sul tuo corpo, trovi questo integratore in vendita qui:

integratore alimentare di ganoderma

integratore alimentare di ganoderma lucidum

Se hai un’intolleranza al nichel e queste informazioni ti sono risultate utili ho raggiunto il mio obiettivo e non posso che essere contenta di aver fatto qualcosa di buono per te! Ti do appuntamento al prossimo articolo!


disintossicarsi-dal-nichel-guida

Riassunto del post
Intolleranza al nichel: qualche consiglio su cibo e metodi diagnostici
Titolo del post
Intolleranza al nichel: qualche consiglio su cibo e metodi diagnostici
Descrizione
Se hai un'Intolleranza al nichel qui trovi le principali informazioni per scoprire cosa puoi mangiare, i cibi da evitare e le cure naturali da seguire.
Autore

Commenti

  1. alessio
  2. Marzia
    • Viviana
  3. Marzia
  4. Francesca
      • francesca
  5. Betta

Lascia un commento qui sotto:

Condivisioni

Vuoi Disintossicarti dal Nichel?