Test per allergia al nichel: quali sono i principali metodi per scoprire questo metallo?

test per allergia da nichel

Test per allergia al nichel: senza dubbio avrai sentito parlare delle principali alternative per scoprire la presenza della condizione allergica. Osservare quelli che sono i principali sintomi dell’allergia al nichel non basta, anche se si tratta di un passaggio senza dubbio importante. Esistono specifici test diagnostici che possono essere utilizzati per inquadrare in maniera definitiva lo stato allergico, e in questo articolo approfondirò proprio il succitato tema.

Per agevolare la tua lettura ho creato un indice dei paragrafi, così da aiutarti nella ricerca dei contenuti che più ti interessano.

Indice dei paragrafi:

 

Test per allergia nichel: parliamo del prick test

Quando i sintomi che possono far sospettare un problema di allergia al nichel si protraggono per più di una settimana è consigliabile effettuare un test diagnostico. Come già ricordato, esistono diverse opzioni utili al proposito.

Inizio la mia analisi in merito parlandoti del prick test. Di cosa si tratta? Di un test assolutamente indolore, privo di controindicazioni e poco costoso, che può essere prescritto anche a pazienti in età pediatrica.

Il prick test si esegue sulla cute dell’avambraccio (sul dorso nei neonati), e inizia con l’applicazione locale di allergeni sotto forma di piccole gocce. Tra queste sostanze può chiaramente esserci anche il nichel. Importante è ricordare che il prick test viene effettuato soprattutto per individuare allergie alimentari.

Dopo questo passaggio, lo step successivo consiste nel pungere la parte della pelle a contatto con l’allergene tramite una lancetta sterile, uno strumento che ha la forma di uno spillo di piccolissime dimensioni.

La succitata lancetta penetra per circa 1 millimetro nell’epidermide (da qui il nome del test, in quanto to prick in inglese significa pungere), non provocando alcun tipo di dolore anche nei pazienti in età pediatrica.

Dopo circa un minuto da questa azione, la goccia di allergene viene eliminata attraverso un panno di carta assorbente. Per avere un’idea chiara della risposta somatica al contatto con la sostanza allergizzante è necessario attendere 15/20 minuti. Se in corrispondenza di uno specifico allergene compare una lesione edamatosa (pomfo) questo significa che il test è positivo, e che il soggetto soffre di allergia alla sostanza.

Il prick test ha un costo che può variare dai 20 ai 70 euro a seconda del regime in cui viene eseguito e della quantità di allergeni utilizzati per la diagnosi. Il prick test è un’alternativa senza dubbio utile per scoprire l’allergia al nichel, ma non certo l’unica. Nelle prossime righe sono pronta a parlarti delle altre.

Test per allergia nichel: il patch test

Se vuoi andare sul sicuro per quanto riguarda i test per l’allergia al nichel, l’alternativa perfetta è senza dubbio il patch test. Come si esegue?

Questo esame diagnostico prevede il contatto della pelle con dischetti contenenti sostanze potenzialmente allergizzanti. Puoi stare assolutamente tranquillo perché, esattamente come nel caso del prick test, la quantità di allergeni è così bassa da rendere difficile qualsiasi tipo di effetto collaterale.

Il patch test prevede che i dischetti in questione vengano applicati sulla parte superiore del dorso, e fissati con appositi cerotti utili per assicurare un contatto uniforme per tutto il tempo necessario (circa 48 ore).

Trascorso appunto questo lasso di tempo, durante il quale il paziente deve evitare di esporre al sole la parte del corpo ricoperta da cerotti, così come di bagnarla, il medico rimuove il tutto, e osserva le reazioni della pelle al contatto con gli allergeni.

Se al contatto con una specifica sostanza la pelle risulta arrossata o irritata, oppure si riscontra la presenza di vescicole o papule, significa che il paziente è allergico. Nella maggior parte dei casi il lavoro del medico non si ferma a questa diagnosi.

Il paziente viene infatti visitato nuovamente anche un paio di giorni dopo il patch test, in modo da osservare in maniera approfondita lo sviluppo delle reazioni somatiche al contatto con gli allergeni.

Il costo del patch test, per via dei numerosi campioni di sostanze che vengono chiamati in causa, può essere anche molto alto, e superare i 300 euro. La sua esecuzione è indolore e generalmente priva di effetti collaterali, ma è fondamentale ricordare che esistono delle controindicazioni. Quali sono? In che casi è meglio evitare di eseguire il patch test? Ecco qualche indicazione in merito.

  • Pelle escoriata, o caratterizzata dalla presenza di acne o cicatrici: il patch test deve essere eseguito sulla cute sana, in modo da evitare che i risultati siano sfalsati.
  • Gravidanza: nel periodo della gestazione e durante l’allattamento è consigliabile evitare il patch test, in quanto gli allergeni possono influire sulla salute del feto e del bambino.

Quando si decide di eseguire il patch test è essenziale instaurare con il medico un dialogo di ottimo livello. L’interpretazione dei risultati non è infatti automatica come può sembrare: l’anamnesi del paziente è un passaggio imprescindibile per avere un’idea chiara e strutturata delle reazioni della pelle al contatto con specifiche sostanze.

Hai mai sentito parlare del Recaller?

Quasi sicuramente ti starai informando da tempo sull’argomento test per allergia al nichel, per cercare di capire qualcosa di più su una situazione che sta influendo in maniera molto importante sulla tua vita.

Hai mai sentito parlare del Recaller Program? Se sì, sai di cosa si tratta? Il Recaller Program è un test che permette di avere le idee chiare in merito ai cibi che provocano infiammazioni, attraverso una misura precisa del livello.

Come si effettua il test Recaller? Dove è possibile farlo? Ecco per te le risposte a queste domande.

L’esecuzione del test Recaller è molto semplice: si parte con un piccolo auto-prelievo dal polpastrello dell’indice. Questo step può essere effettuato sia da soli, sia con l’aiuto del proprio farmacista o medico di fiducia.

Dagli esiti dell’auto-prelievo è possibile avere un’idea del livello di chitochine e immunoglobuline  G presenti nel sangue. Le chitochine sono proteine che vengono prodotte dall’organismo in risposta a specifici processi infiammatori. Le immunoglobuline G, invece, sono anticorpi messi in campo dal nostro organismo durante la risposta immunitaria secondaria.

Per rilevare questi dati il campione viene inviato presso un laboratorio e sistemato su una piastra allergologica, per essere messo a contatto con 36 antigeni alimentari. I valori risultanti da questa interazione vengono messi a confronto con dati statistici, in modo da inserire la profilazione individuale nell’ambito di un panorama più ampio.

Al paziente viene poi comunicato per iscritto il modo in cui il suo organismo reagisce al contatto con specifici  gruppi alimentari. Sul succitato report vengono anche fornire delle indicazioni specifiche relative alla dieta.

Il test Recaller è frutto di uno specifico programma di ricerche portato avanti da specialisti in allergologia e immunologia. Dove si può eseguire? Sia in farmacia, sia presso gli studi medici che hanno scelto di adottare questo approccio alla diagnosi e al trattamento delle infiammazioni da cibo. Vuoi sapere qualcosa di più in merito e scoprire qual è il punto di riferimento a te più vicino, anche solo per informarti? Puoi dare un’occhiata a questa pagina sul sito ufficiale del programma!

Se sono riuscita ad aiutarti a chiarire le idee in merito alle modalità di test per l’allergia al nichel ne sono contentissima! Sto già lavorando al prossimo post, sempre per darti modo di scoprire qualcosa di più sull’universo dell’intolleranza a questo metallo!

 

 

Riassunto del post
Titolo del post
Test per allergia nichel: ecco le opzioni più importanti
Descrizione
Esistono specifici test diagnostici che possono essere utilizzati per inquadrare in maniera definitiva lo stato allergico. Il post approfondisce quali sono i principali metodi di tracciamento di questo metallo nel corpo.
Autore
  1. Paola Orsini Autore articolo

    Ciao Luigi, come dico spesso a chi cerca il mio aiuto, io sono una persona allergica al nichel ed esperta di questo tipo di problema per quello che riguarda la mia esperienza personale. Non posso dare un parere che spetta ad un allergologo o ad un nutrizionista.

    Ti consiglio quindi di chiedere ad uno specialista se puoi fare il test dell’allergia alla tua bimba di 4 mesi. Secondo me è ancora troppo presto, ma è il parere di una mamma. Fammi sapere poi se ricevi una risposta dallo specialista che hai contattato in modo da aiutare altre persone che vogliono capire se il loro bimbo è affetto da questo tipo di allergia. Grazie per aver letto ed esserti interessato di questo articolo.

    Rispondi
  2. Lucia

    Buongiorno due anni ho fatto il pact test e mi è uscita allergia nichel e profumi mix allergolo mi ha dato una alimentazione senza nichel e anche i detergenti per casa e igene personale e oggi dopo due anni chiamando allergologoi fanno rifare il pack test e non escono sono attendibili oppure no dato che sono due anni che sto attenta grazie per la risposta buona giornata

    Rispondi
    1. Paola Orsini Autore articolo

      Ciao Lucia, grazie per averci raccontato della tua esperienza diretta. Io non sono una specialista e non mi posso permettere di darti suggerimenti medici. Posso darti un parere da una persona allergica al nichel come te, ma prendilo come un’opinione personale. Il patch test è attualmente uno dei pochi sistemi che hai per capire se sei o no allergia al nichel.

      Se al secondo test non escono risultati, può voler dire che non sei più intossicata da questo metallo ma l’allergia rimane. Quindi, se il primo test è stato positivo al Nichel è strano che non risulti nel secondo.

      Sai bene che se una persona è allergica al nichel lo sarà per sempre, e l’unica cosa che può fare è disintossicarsi come hai fatto tu con una dieta e facendoti seguire da uno specialista, in modo da poter vivere serenamente e poter sgarrare qualche volta con alimenti proibiti e non avere brutte conseguenze (ho detto appunto sgarrare altrimenti via via presumo che l’intossicazione torni a farci visita 😉 ).

      Comunque buone notizie, no? Se ne sei uscita fuori con una dieta e stando attenta usando solo prodotti nichel tested.

      Rispondi
  3. Isabella

    Buongiorno Paola,
    ho un problema che mi assilla da ormai un anno e non ne sono ancora venuta a capo dopo aver consultato circa una dozzina di specialisti in materie anche differenti (allergologo, dermatologo, immunologo omeopata, nutrizionista, gastroenterologo e reumatologo etc.).
    Ho iniziato con dermatite periorale, poi arrossamenti contorno occhi, collo e fronte, poi edema occhi.
    Ho completamente modificato l’alimentazione (le dirò che mi sembrava di stare già attenta prima, soffrendo di colon irritabile) e mi posso permettere davvero poca varietà alimentare.
    A metà settembre sarò in visita al Niguarda dalla Prof.ssa Pastorello, direttore del reparto di Allergologia, immunologia; spero davvero possa essere la mia ancora di salvezza.
    Non vorrei dilungarmi nella descrizione del problema poichè il motivo per cui le scrivo è questo:
    – Uno degli esami effettuati lo scorso autunno è il patch test che è risultato negativo. Ora, secondo lei se è negativo è possibile che possa ugualmente essere allergica al nichel ma solo agli alimenti che lo contengono?
    Non ho sul resto del corpo nessuna reazione se indosso bigiotteria o simili.
    La ringrazio sin d’ora per l’attenzione che vorrà riservarmi.
    Cordiali saluti.
    Isa.

    Rispondi
    1. Paola Orsini Autore articolo

      Ciao Isabella, grazie per aver segnalato la tua situazione personale.

      Ti anticipo, come dico sempre, che non sono una specialista ma una persona allergica al nichel che vuole condividere le proprie esperienze e segnalare ciò che funziona per il mio caso specifico e per quello di altre persone che incontro online e offline.

      Detto questo, sempre senza essere un’esperta, mi permetto di suggerirti di seguire la PaleoDieta per risolvere il problema del colon irritabile e di qualsiasi altro tipo di infiammazione interna ed esterna al corpo.

      Ti dico con sincerità che io non riesco a seguirla, perchè è molto limitante per noi che soffriamo di allergia al nichel, perchè diverse verdure non posso mangiarle. Io ho poco tempo per cucinare perchè lavoro fuori casa e torno soltanto la sera.

      Se vuoi saperne di più, ti consiglio di acquistare questo libro (ci sono anche validi motivi scientifici e prove sul campo che dimostrano l’effettiva efficacia di questo regime alimentare):
      http://amzn.to/29nYuFb

      E’ mio marito quello che soffre di problemi digestivi: aveva spesso infiammazioni intestinali, e ha risolto tutti i suoi problemi di gonfiori, areofagia e tutti i problemi correlati.

      Riguardo invece il tuo problema della dermatite, io ho la dermatite atopica con un fastidioso problema alle mani (disidorsi, leggi qui).

      Ho risolto brillantemente questo problema usando la Zeolite attivata, se non la conosci, ne parlo qui:
      http://www.allergianichel.com/zeolite-attivata/

      Per la tua domanda sul patch test invece, mi dispiace ma non sono un medico e non posso permettermi di darti consigli a questo proposito. Fai benissimo ad appoggiarti con la Professoressa che mi hai segnalato, mi sembra la persona più adatta a rispondere a questo tipo di domande. Facci sapere poi come va dopo la tua visita.

      Rispondi
  4. Giuseppe

    Buonasera, ho 36 anni e sto cercando di capirci qualcosa di queste allergie. Da un pò di tempo ho problemi di digestioni e feci molli, oltre che dolori articolari e labbra/occhi secchi.Ho fatto già un casino di esami ma con esito negativo. L’unica cosa che viene fuori sono le Ige totali alti e con riferimento al 2010 allergia alle Istamina, Graminacee, Parietarie, composite, Betullacee e cuprussacee. Nella mia famiglia vi è un caso di allergia la nickel. Innanzitutto vorrei capire come procedere? Se partire dai test cutanei o eseguire un rast alimenti o il metodo recaller?
    Grazie per l’aiuto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *